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F2F: Human Rights Talk Back to Hate

L’11 dicembre 2013 alcuni allievi ed allieve del Liceo Fermi di Bari coinvolti nel progetto “Face to Faith” (Tony Blair Foundation) hanno partecipato ad una Videoconferenza Multi Point in cui hanno dialogato con gli studenti di una scuola ucraina, di una israeliana ed una egiziana sull’argomento “Human Rights Talk BacK to Hate”.

Con il professor Ian Linden che, da Londra, illustrava la tematica e forniva continui spunti di riflessione e con l’attenta cura della moderatrice Anna Wright, abbiamo vissuto un’importante esperienza di approfondimento e scambio comunicativo su questioni che avevamo già trattato in classe, utilizzando il materiale didattico fornitoci dal programma Face to Faith.

L’Hate Speech [ogni discorso discriminatorio che incita alla violenza e all’odio] è stato analizzato alla luce della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani cercando di individuarne le caratteristiche per meglio comprendere gli effetti devastanti che produce in una comunità quando si propaga in maniera virale, facilitato dalla velocità e diffusione capillare delle notizie sul web 2.0.

Inoltre si è anche cercato di capire come poterne bloccare gli esiti e quanto la censura o la repressione (che rischiano in alcuni casi di confliggere con l’altro fondamentale diritto umano alla “libertà di espressione”) siano effettivamente efficaci per arginarlo.

Infine, avendo partecipato due giorni dopo alla Conferenza del 13 dicembre organizzata dall’Università, dall’Ufficio Scolastico Regionale e dal Comune di Bari, dal titolo “Parli Facebook? Prendiamoci per mouse. Identità, socialità e reputazione in rete”, molti degli stessi studenti e studentesse hanno avuto l’occasione di intervenire portando testimonianza dell’esperienza di comunicazione proposta da Face to Faith, che usa le risorse del web 2.0 per sollecitare il dialogo interculturale e interreligioso, promuovendo rispetto reciproco e ascolto attivo.

Gli esiti di più di un anno di scambio comunicativo profondo con studenti di tutto il mondo sul social network dedicato, intervallato dalle videoconferenze, sono stati raccontati di fronte ad una platea gremita per mettere in evidenza come la rete possa non solo nascondere insidie e produrre dipendenze, ma anche diventare un valido ausilio per una crescita umana e civile “in condivisione” se supportata da una costruzione pedagogica seria e accurata, come nel caso del materiale didattico e tecnico messo a disposizione dal progetto Face to Faith.


L'intera videoconferenza: