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Progetto PTOF "DecoriAMO" la scuola, a cura della prof.ssa Basile

“DecoriAMO la scuola” è stato un progetto di promozione e realizzazione decorativa e “creativa” delle pareti di alcuni ambienti scolastici, in particolare i corridoi del secondo piano, affidato agli studenti del Liceo, con la guida e la supervisione della prof.ssa Florinda Basile.

Ideato dalla docente, con l’appoggio della dirigenza, sembrava per gli studenti un’attività ludica ma, ha perseguito fin dall’inizio una finalità educativa precisa: quella di una maggiore “responsabilizzazione” degli stessi verso le problematiche relative alla qualità dei luoghi e degli ambienti della scuola, attraverso il loro coinvolgimento diretto nei processi progettuali e decisionali della manutenzione ordinaria degli stessi.

L’iniziativa è rientrata in quel contesto socio-educativo riferito alla prevenzione del vandalismo, oltre che alla maggiore sensibilizzazione contro il degrado e alla maggiore consapevolezza del senso di appartenenza comune dei luoghi che si frequentano quotidianamente.
Inoltre, ha avuto lo scopo di creare “punti di riferimento” facilmente identificabili, capaci di sviluppare e indirizzare meglio il “senso di orientamento” di ciascuno di noi all’interno degli ambienti scolastici.
Il gruppo di studenti più attivo, costantemente presente, quello che letteralmente si è sporcato e rimboccato le maniche, è stato quello della 5G, composto da: Aratri Roberto, Petteruti Daniela, Rugge Matteo e Tenerelli Sabrina. Satelliti occasionali, altri studenti della 5G e uno solo della 5M.
Durante l’attività laboratoriale è stato particolarmente piacevole vedere tutti gli studenti “in azione”, guardare il loro modo di affrontare le problematiche, veder crescere le loro contestazioni, veder gestire spazi e ruoli nell’ambiente lavorativo sempre nell’ottica di una proficua collaborazione al solo fine di veder realizzata la loro idea iniziale.
Questa esperienza ha rafforzato quello che era già il mio “modello di scuola” da seguire. Quella scuola fatta di persone che si accolgono, che si rispettano, fatta di una grammatica emozionale che parla col cuore e al cuore e per questo non può che essere intergenerazionale.
E’ auspicabile, dunque, che l’attività possa essere continuata con il coinvolgimento di molti più studenti e docenti, con nuove idee e più voglia di fare. Molti studenti e alcuni docenti, vorrebbero proseguirla.
A volte, dunque, basta solo iniziare o,come diceva il Mahatma Gandhi, ”Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” e, aggiungo io il mondo comincerà a cambiare.
Questi studenti, il loro mondo, lo hanno sicuramente “colorato”!
Al momento sono stati realizzati due murales.
Il primo dedicato all’amore per l’arte e alla nuova visione dell’arte che Pablo Picasso introdusse agli inizidel Novecento. Fu lui, infatti, a rappresentare uno snodo cruciale tra la tradizione ottocentesca e l’arte contemporanea.
Egli sosteneva che “La pittura non è fatta per decorare gli appartamenti. È uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemico”.Con la presentazione simultanea delle varie facce di una stessa immagine, andando oltre la visione tridimensionale, realizzò sul piano la quarta dimensione. Le forme divennero simboli spazio-temporali e nacque il Cubismo.
Da qui l’idea di disegnare sul muro, la sagoma di un adolescente che lancia con rabbia una macchia di colore. Dalla sua rivoluzionaria macchia nascerà l’amore per l’arte. Non un’arte qualunque ma stessa arte rivoluzionaria che aveva “armato” la mano di Picasso – l’amore per l’arte. Ma dipinto scegliere se non il più rivoluzionario di tutti? 1907 “Les Demoiselles d’Avignon”, il quadro che sancisce la nascita del Cubismo, e, con esso, la svolta decisiva, radicale e l’avvio verso l’arte moderna. In esso è evidente la rinuncia all’armonia compositiva e al cromatismo. Resta solo la realtà della tela, quella tangibile e fisica, dove l’artista ha il compito di creare, attraverso la sua intelligenza, un nuovo sistema di rapporti, indipendente da quello che regola le figure così come sono visibili in natura.
Nel secondo murales, invece, gli studenti, hanno voluto rendere omaggio a Piet Mondrian. Piet Mondrian è stato un pittore olandese fondatore assieme a Theo van Doesburg del "Neoplasticismo” (il nome originale è De Stijl dal nome della omonima rivista). Nonostante i suoi dipinti siano molto diffusi e famosi, spesso anche imitati e banalizzati, dimostrano una complessità che smentisce la loro apparente semplicità.
Gli studenti durante questa esperienza hanno avuto modo di testarlo sulla loro pelle.
Durante i nostri pomeriggi laboratoriali, qualche studente si è pentito di aver scelto questo autore, poiché benché i quadri siano "non rappresentativi" e consistano in linee perpendicolari e campiture di colore geometriche completate da colori primari (rosso giallo blu) assieme al bianco, il nero o al grigio e sembrino all’apparenza semplici e realizzabili anche da un bambino, sono, invece, notevolmente complessi e difficili da realizzare. Rappresentano il risultato di una continua ricerca di equilibrio e perfezione formale, che Mondrian ha stilisticamente evoluto nel corso di tutta la sua vita artistica che cominciò quando decise di abbandonare definitivamente la sua carriera di insegnante di italiano, per dedicarsi all’arte.
Nel ricostruire sulla parete il dipinto, del 1921, intitolato Tableau I - Composizione con rosso, nero, blu e giallo; gli studenti hanno avuto modo di verificare che oltre ad essere figure geometricamente perfette, le linee, orizzontali e verticali, seguono regole matematiche e proporzionali legate alla sezione aurea. Non solo linee dinamiche, dunque, ma anche solide regole.
Partendo, infatti da un figurativismo naturalistico, Mondrian raggiunge l’astrazione (il neoplasticismo), per mezzo di un processo razionale di estrema sintesi, di "astrazione formale", giungendo a far sparire gradualmente le forme naturali, trasformandole in uno schematico gioco ritmico di linee e di curve, come nei tipici esempi dei quadri "Il Melo", in cui elimina i dettagli, smorza i colori, procede alla ricerca delle linee essenziali del soggetto che rappresenta. Così facendo, il quadro si trasforma in rappresentazioni schematiche quasi monocromatiche della massa di un albero.
In un secondo tempo elimina le linee curve e le diagonali, le riduce a reticoli di linee e trattini orizzontali e verticali. Dei soggetti di partenza rimane solo lo schema generale.
Sul piano compositivo l'immagine si caratterizza per l'intersecarsi di linee verticali e orizzontali, che delimitano campiture quadrate assolutamente piatte di colori puri.
Queste fasi hanno così incuriosito gli studenti, tanto da portarli alla scelta della composizione.
Oggi lo stile di Mondrian continua ad ispirare i mondi dell'arte, della moda, della pubblicità e del design.

  Prof.ssa Florinda Basile

Allegati:
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